.

Articoli e Immagini della Festa Democratica di Torino by Redazione Web

7 settembre 2010
Stefano Dark con Libere! L’epopea delle radio italiane negli anni 70

Presentato ieri nella sala Olivetti della Festa Democraticaun saggio completo sulle radio libere italiane degli anni '70.

Arriva anche della Festa Democratica Stefano Dark, studiosodi comunicazione con il suo libro “Libere! L’epopea delle radio italiane neglianni 70”. A presentarlo Fabio Malagnino, giornalista di Radio Flash, storicaradio libera torinese che copre in questi giorni la Festa con oltre 3 ore didiretta al giorno. Si parla quindi tra addetti ai lavori ma il tema èinteressante per tutto il pubblico della sala, la nascita delle radio libere èforse stato il momento più vivace culturalmente e socialmente della storiadella comunicazione in Italia.

“L'idea - ha commentato Dark - mi è nata dopo gli studi inscienza della comunicazione, volevo capire quel periodo storico e cercare dicapire cosa potesse darci ora che viviamo l'informazione globalizzata e inItalia un vero e proprio monopolio delle informazioni”. La ricerca si concentrasul periodo antecedente agli anni ‘80 per elencare quali siano stati i tratticaratterizzanti di tante realtà, soprattutto provinciale dell'emittenzaradiofonica. Si parla di radio locali, radio musicali e radio più propriamentedette ‘contestatrici’ o clandestine che durante gli anni della contestazionesono state le portavoce di movimenti talvolta anche violenti. “Non ho volutoesprimere un giudizio su quelle esperienze - spiega Dark - ma è chiaro che hannoavuto sicuramente il ruolo di enfatizzare le lotte  di alcuni movimenti durante gli anni di Piombo e di esserela voce dei cortei di protesta. Erano giorni in cui si facevano le direttedalle manifestazioni collegandosi dalle cabine del telefono. Allo stesso modonon esprimo un giudizio su quelli che furono i primi atti di censura econtrollo, come nel caso della chiusura di Radio Alice di Bologna. Era comunqueun periodo di grande libertà e indipendenza”.

Il saggio, ricorda Malagnino, approfondisce anche i primiatti regolatori di queste emittenti in Italia, raccontando di come, ispirandosialla Campagna dei Centofiori maoista, si cercò di dare fondamento legale eappiglio giuridico alla presenza nell'etere delle radio libere. “E per gli annisuccessivi?” gli viene chiesto. Risponde Dark: “Per gli anni ‘80 direi nonmolto, oltre a constatare una tendenza all'individualismo e allacommercializzazione delle radio stesse. Ma dai '90 in poi possiamo vedereconfermato il fatto che la radio è un medium molto forte e tuttora un sicuroterreno d'approdo per oltre 40 milioni di persone in questo Paese”.

Si conclude l'incontro cercando di riflettere su quale delletante esperienze presenti nel libro possa essere presa a modello di radiolibera. Ci risponde l’autore “Ogni esperienza aveva un tratto esemplare che lacontraddistingueva, l'essere una voce di controinformazione o essere una nuovaproposta musicale, sperimentare una nuova esperienza in opposizione alla RAIgeneralista. E' impossibile trovare una radio modello”.

Veronica Sandroni


sfoglia agosto